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Ostacoli al Risveglio |
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PSICOLOGIA -
Ostacoli al Risveglio
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È importante domandarci: Perché non siamo svegli? Quali sono le ragioni per cui è necessario lavorare su di se? Perché dobbiamo imparare la consapevolezza? Perché non la possediamo già?
Il nostro essere a livello ordinario è quello di persone addormentate, in balia degli stimoli che ricevono e che si destano accidentalmente e solo per brevi periodi. Vivendo in una macchina che non è bilanciata, dobbiamo iniziare il lavoro su di noi studiando e correggendo l'espressione delle funzioni che ci tengono addormentati, perché non conoscendole non possiamo modificarle. Il risveglio è possibile solo correggendo parecchie cose nella macchina e rendendo l'idea della presenza il nostro centro di gravità permanente. Lo squilibrio della nostra condizione rappresenta un ostacolo alla nostra armonia. La Quarta Via riconosce una serie di manifestazioni, tipiche di tutti gli uomini, che ci mantengono in una condizione di sonno e di schiavitù. Perché queste condizioni si sono create non ci è dato saperlo, Gurdjieff lo spiega in maniera "romanzata" nei racconti di Belzebù, ma personalmente non possiamo avere verifiche di questo, l'unica cosa che possiamo fare è riconoscere gli ostacolii al risveglio in noi stessi e lavorare alla loro eliminazione. Attraverso un lavoro attivo, volto a "contrastarne" le manifestazioni, creiamo le condizioni per prolungare i nostri momenti di presenza costruendo un luogo per la manifestazione di altre funzioni, proprie dell'uomo, che adesso non hanno la possibilità di esprimersi a causa delle nostre "cattive abitudini". I principali ostacoli al risveglio sono: * Immaginazione, rappresentata da una sequenza di Io su un soggetto che muta senza controllo e senza alcun risultato. * Mentire, è uno dei nostri maggiori ostacoli, l'uomo mente su ogni cosa. Mentire nel sistema viene inteso nel senso di parlare o pensare cose che non si conoscono come se si conoscessero. * Espressione delle Emozioni Negative, consumiamo una grande quantità di energia con una funzione che non esiste in realtà ma che è un apparato artificiale che nutriamo sin dall'infanzia. * Identificazione, siamo troppo assorbiti dalle cose,troppo presi da esse specialmente quando portano con se un elemento emozionale. L'identificazione è una un tipo di attaccamento, è essere perduti nelle cose. * Considerazione, è un tipo di identificazione che deve essere analizzata a sé perché prende cosi tanto spazio nella nostra vita che ha bisogno di un lavoro specifico e profondo per essere controllata. E' l'identificazione in relazione alle persone, a quanto gli altri ci considerano o non ci considerano, se ci valutano o sottovalutano ecc. * Il Parlare Inutile, non smettiamo mai di parlare di dire quello che pensiamo come le cose dovrebbero essere e perché, spesso parliamo per riempire gli spazi vuoti nei nostri momenti insieme, o per esprimere negatività. Una delle condizioni che ci tengono addormentati è che parliamo troppo di cose inutili e senza scopo.
Immersi in immaginazione, menzogne, negatività e identificazioni varie non abbiamo nessuno spazio per ricordarci di noi, viviamo in un costante stato di sonno ad occhi aperti. Quando facciamo lo sforzo di ricordarci di noi stiamo cercando di svegliarci, e per un breve momento siamo più svegli, ma poi ritorniamo nel sonno.
Dobbiamo iniziare a studiare gli ostacoli che ci tengono addormentati, riconoscere i momenti e le situazioni in cui vengono fuori; ognuno di noi reagisce in modi diversi a certi stimoli, per cui lo studio degli ostacoli deve essere un lavoro individuale di osservazione e"catalogazione". Nelle nostre giornate dobbiamo imparare a chiederci: in quale degli ostacoli mi trovo adesso?. Possiamo essere sicuri che se non siamo presenti è perché siamo persi in qualche ostacolo. E' importante creare delle "mappe mentali" delle situazioni in cui ci manifestiamo e ricordarci cosa esprimiamo. Se riusciamo a prepararci in anticipo, possiamo combattere contro le nostre manifestazioni meccaniche in anticipo, sviluppare controllo, ma quando queste hanno iniziato ad esprimersi, arrestarle è molto più difficile. Possiamo scrivere delle liste per ogni ostacolo in relazioni alle azioni o situazioni in cui abbiamo visto la sua manifestazione, e se riusciamo a "ricordarci" di questo in tempo, possiamo scoprire molte nuove espressioni e possibilità nelle stesse condizioni esteriori. Se Noi siamo diversi il mondo sarà diverso. |
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Immaginazione |
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L'uomo è una macchina stimolo risposta; questo vuoi dire che ogni stimolo che riceviamo evoca una risposta automatica. Ma da dove vengono queste? Nel corso della vita, dall'infanzia all'età adulta, accumuliamo informazioni, atteggiamenti, idee e concetti che sono registrati all'interno dei centri che formano la struttura dell'essere umano. Tutte queste informazioni sono collegate a particolari circostanze e avvenimenti e sono riproposti quando uno stimolo ha una relazione con l'evento precedente. Possiamo osservare come, ad esempio quando stiamo guidando la nostra autovettura, che le immagini che vediamo portano con se' il ricordo di qualche associazione di pensiero, se vedo una mamma con il suo bambino penso a mio figlio o se vedo due persone che si baciano posso pensare a mia moglie o al film d'amore visto la sera prima. Ogni stimolo evoca una risposta. La risposta generata è ciò che dobbiamo osservare quando parliamo di Immaginazione. Il processo meccanico associativo dei pensieri, ricordi e proiezioni, portato avanti senza controllo è quello che, nel sistema della Quarta Via, viene chiamato Immaginazione, è il sognare ad occhi aperti, con la differenza che non ci accorgiamo che è la condizione in cui ci troviamo per la maggior parte del nostro tempo. |
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Il Mentire |
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Ostacoli al Risveglio
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Per dire la verità bisogna essere capaci di conoscere cosa è la verità e cos'è una menzogna, prima di tutto in se stessi. Gurdjieff (Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto) La Menzogna è un ostacolo al lavoro su di sé, ed è uno dei più invisibili. Il principio del mentire nel lavoro non si riferisce ad un'evidente falsificazione di qualcosa, ma la sottile convinzione di sapere cose "normali" di cui in realtà non si sa nulla. Chi mente è convinto di quello che dice, per questo non considera di stare mentendo. La personalità si nutre della menzogna per affermare se stessa nel mondo. L'uomo che mente bene è un uomo interessante.Bisogna imparare a dire la verità. Le persone mentono di continuo agli altri e a sé stesse, per questo nessuno comprende ne gli altri ne se stesso. Domandati: potrebbero esserci tante discordie, profondi malintesi e tanto odio verso il punto di vista o l'opinione altrui se le persone fossero capaci di comprendersi l'un l'altro? Frammenti di un insegnamento sconosciuto La comprensione della menzogna è un lavoro individuale, nessuno può veramente convincerci che stiamo mentendo, anche di fronte a delle "prove schiaccianti" saremo sempre in grado di opporre qualche "ragione" che reputiamo più che valida. E' necessario aver verificato la menzogna negli altri e di conseguenza in noi stessi per poter avere abbastanza coraggio da iniziare a lavorare su di essa. Una delle espressioni della menzogna che maggiormente possiamo verificare è il desiderio che le cose siano diverse da quelle che sono. Pensiamo troppo spesso che qualcosa sarebbe migliore se fosse differente, ma in realtà non ci rendiamo conto che se una cosa avesse potuto essere differente lo sarebbe stata. Invece di trovare scuse, incolpando il mondo esterno, dobbiamo iniziare ad osservare le nostre manifestazioni in differenti circostanze; in questo risiede la nostra possibilità cambiare le cose. Non possiamo chiedere a nessuno di non mentire e non possiamo lamentarci con chi ci circonda delle sue menzogne, con molta probabilità non ne è consapevole. |
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Le Emozioni Negative |
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Cosa sono le emozioni negative? Secondo il sistema della Quarta Via le emozioni negative sono un apparato artificiale dell'uomo sviluppato e nutrito sin dall'infanzia attraverso l'educazione all'espressione delle emozioni in modo errato. Un esempio di questo è rappresentato dal bambino che impara a dare la colpa a qualcun'altro per evitare una punizione, che da adulto si convincerà che ciò che gli accade è responsabilità di altri, che devono prendersi cura, o creare per lui le condizioni necessaire alla sua esistenza e che, nel caso in cui questo non avvenga nei termini da lui immaginati, spenderà gran parte della sua vita all'insegna della lamentela e del dissenso per quello che non gli è stato dato. Se osserviamo con attenzione, ognuno esprime, durante la giornata, differenti tipi di emozioni negative come i cattivi umori, le preoccupazioni, l'attesa di qualcosa di sgradevole, il dubbio, la paura, un sentimento di offesa o l'irritazione. Alla base delle emozioni negative vi è un atteggiamento che le nutre e permette il loro mantenimento ed esistenza. Ogni qualvolta qualcosa non ci torna o qualcuno fa qualcosa di sbagliato nei nostri confronti, evochiamo e nutriamo un gruppo di Io che giustifica la nostra negatività. Molto difficilmente ci rendiamo conto che ciò che riceviamo è collegato a quello che siamo e, poiché non conosciamo noi stessi, pensiamo che sia solo una responsabilità del modo esterno se le cose non sono come le immaginiamo o desideriamo. Dietro ad un'espressione di negatività si trova sempre un'indulgenza nei confronti di una nostra debolezza, data da una difficoltà a vedere e compiere uno sforzo per migliorare. |
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Identificazione |
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Cosa vuol dire identificazione? L'identificazione è una condizione in cui l'identità di una persona è associata ad una cosa sola. Quando pensiamo intensamente a qualcosa o siamo catturati da un evento, abbiamo la tendenza a dimenticare tutto quello che ci circonda e che compone la gamma di elementi che formano il presente a favore di un solo elemento. Questa assenza di contatto con una realtà più vasta è la condizione naturale dell'uomo ordinario. In base a quello che egli ha appreso nel corso della sua vita ogni stimolo viene immediatamente ricondotto, in base alla legge di minima resistenza, ad una risposta precostituita e unitaria attraverso il processo di identificazione con lo stimolo stesso. Non ci può esserci consapevolezza e identificazione nello stesso momento, l'una vive a scapito dell'altra. L'identificazione è uno stato in cui siamo in potere delle cose, per questo può essere difficile da spiegare, perché deve essere verificato. Quando siamo identificati e riusciamo ad interrompere questo stato iniziamo a capire come esso funziona. Ci sono differenti gradi di identificazione; possiamo iniziare a riconoscendo quelle più leggere, quelle superficiali, quelle cioè da cui possiamo facilmente separarci, come ad esempio un cibo che ci piace molto, per prepararci a lavorare con quelle più profonde come l'identificazione con il nostro ritratto immaginario.
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