| La Sindrome da Archiviazione |
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| LAVORO SU DI SÈ - Il Lavoro immaginario | ||
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Il sistema della Quarta Via studia l’uomo e la realtà dei mondi in cui vive. Tutte le idee, divisioni e catalogazioni dell'uomo e della natura possono essere di grande aiuto per costruire una visione più ampia della realtà che ci circonda e per farci uscire dai limiti dei punti di vista che abbiamo appreso durante l'età formatoria, dall'educazione, dall'estrazione sociale da cui proveniamo e dalle nostre esperienze di vita. Le idee del sistema hanno la possibilità di farci espandere la nostra visione del mondo a patto che siano impiegate nel modo giusto. Un rischio che si corre nello studio intellettuale del sistema è quello della "sindrome da archiviazione". Questa sindrome è sperimentata dalla maggior parte delle persone che si accostano al lavoro su di sé, è molto sottile e sfrutta diversi respingenti. Capita spesso che le persone si avvicinano a idee spirituali o esoteriche a causa della loro difficoltà di relazionarsi con il mondo, al fatto di sentirsi in un luogo ostile in cui percepiscono e desiderano che vi sia di più di quello che hanno verificato. Spesso si prova il desiderio di cambiamento perché quello che abbiamo visto di noi e del mondo non ci è piaciuto o perché sentiamo che non ne sappiamo abbastanza. In questo senso vi sono diversi gruppi di io che cercano delle risposte per sentirsi più tranquilli, a posto, al sicuro, e io che desiderano avere una risposta per affermare sé stessi. La sindrome da archiviazione prende diverse forme, la più ricorrente si manifesta nei momenti di difficoltà, in cui ci confrontiamo con situazioni che ci mettono in gioco generando molta frizione. In questi momenti la sindrome da archiviazione si manifesta a livello intellettuale cercando nel proprio archivio di conoscenze quello che il sistema dice della situazione, come ad esempio, "ah ecco questa è un’emozione negativa..." oppure ancora peggio cataloghiamo le espressioni degli altri e di fronte ad un momento difficile di una persona semplicemente pensiamo: "ecco sta esprimendo un’emozione negativa... non voglio sottostare a questa situazione perché quella persona sta sbagliando, non sa quello che perde...". In questi momenti se osserviamo il centro emozionale possiamo osservare la sua “contrazione”. Stiamo respingendo la situazione che ci ha toccati in diversi centri usando una definizione che spieghi il momento e "attutisca" la frizione, ed invece di cercare di viverlo in maniera più completa per capire da cosa viene una certa espressione e come si manifesta, racchiudiamo una realtà complessa in una scatoletta con un bollino che cerchiamo di mettere da parte. Vi sono persone che cercano la conoscenza, ma rimangono intrappolate nel labirinto delle idee e continuano a catalogare e a studiare senza mai trovare il coraggio di fare un passo reale. La sindrome da archiviazione può diventare talmente intensa da portarci a racchiudere tutto e tutti nei termini del sistema, come ad esempio quando incontriamo una persona la cataloghiamo subito come tipo di corpo o centro di gravità collegando a questa definizione una serie di io associativi "senza appello". In questo caso ci schermiamo di fronte al mondo esterno con delle definizioni relazionandoci agli altri e alle situazioni solo in collegamento alle etichette che gli abbiamo dato. Questo non differisce dalla normale attività meccanica dell'uomo, ma è più pericolosa, perché una persona che possiede il linguaggio del sistema ed ha avuto una minima comprensione delle "definizioni" e "divisioni" che in esso si trovano, può iniziare a credere, a livello emozionale soprattutto e per giustificare i propri limiti, di avere qualcosa in più degli altri. Questo è molto rischioso perché genera una grande chiusura nei confronti del mondo. Costruiamo al nostro interno una fortezza di idee e ragionamenti che non permettono a nessuno di passare perché crediamo che in qualche modo ne sappiamo di più e sappiamo a cosa corrisponde una data espressione. In questo senso stiamo ottenendo la cosa diametralmente opposta allo scopo delle idee del sistema e stiamo rinforzando la nostra meccanicità invece di comprenderla. E' importante capire che le idee del sistema sono un mezzo per arrivare ad un fine che è la coscienza e la consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda. Pensando che il sistema è il fine rischiamo di usarlo solo come mezzo per giustificare le nostre meccanicità ad un livello che è apparentemente più raffinato e ci da l’illusione che stiamo facendo qualcosa della nostra vita, tanto peggio se troviamo anche chi ci sta ad ascoltare e fa quello che diciamo. Lo scopo dell'uso del sistema è quello di aiutarci, con il corpus d’idee che lo costituiscono, ad aprire le nostre menti a nuove possibilità di percezione. E' importante ricordarsi che la parola "comprensione" nel sistema ha un significato preciso. Comprensione nasce dall'unione di conoscenza ed essere. Questo significa che quello che studiamo lo dobbiamo applicare, e applicare vuol dire mettere in pratica. Catalogare la realtà e noi stessi come avviene nella sindrome da archiviazione, non è "vivere un’esperienza", ma piuttosto respingerla mettendola in uno schedario mentale che attutisce o giustifica le nostre difficoltà. Vivere un’esperienza vuol dire usare le idee del sistema per raggiungere una comprensione più ricca di quello che ci accade e per aprirci a sentire e vivere in maniera più completa quello che ci circonda. Se una persona è un Lunare piuttosto che un Marziale questo non deve essere un modo per costruire un preconcetto ma uno strumento di comprensione e accettazione della natura di un'altra persona che può essere molto diversa da noi. Se mi rendo conto che una persona ha certe caratteristiche, sapere che esistono diverse tipologie d’uomini mi può aiutare a combattere la mia non accettazione o incomprensione. Abbiamo delle visioni molto limitate delle cose perché possiamo filtrare la realtà solo in relazione alle esperienze che abbiamo vissuto, la sindrome da archiviazione non ci aiuta a vivere in maniera più vasta l'esperienza del momento, ma sottomette le idee del sistema alla giustificazione della nostra limitatezza. Se il sistema non è un modo per espandere la nostra percezione e comprensione di noi stessi e del mondo non serve a nulla.
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Comprendere di più, vedere le cose più oggettivamente, viene per primo; quando questo viene assimilato abbastanza profondamente, iniziamo ad essere differenti. Non c’è altro modo.
Rodney Collin “ La teoria dell’Armonia Conscia”

