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Questo pezzo si trova nella stessa raccolta di scritti di G. I. Gurdjieff che trovate sull'articolo delle forme di ipnotismo. Si ringrazia Nisha Maggioni del Gruppo If per la revisione e correzione della traduzione. (Originariamente letto come “Emozioni pure ed impure”)Quale è il senso della vita? Ci sono molte opinioni su questo argomento. “Essi” (le persone in genere ndr.) dicono: è per perfezionare il sé, o il sacrificio del sé, o una preparazione per la vita futura, o un miglioramento dell’umanità, o persino che non ha nessun senso. Tutte queste opinioni cercano il significato della vita fuori della vita stessa. Bisogna guardare dentro se stessi. Il vero senso della vita è “connaissance” . Tutta la vita, tutte le esperienze, portano alla “connaissance”.
Il mondo è tutto ciò che esiste. L’uomo, nel suo divenire conscio, diventa conscio di se stesso e del mondo di cui è parte. La funzione della consapevolezza è di diventare consapevole dell'esistenza di sé stesso nonché dell'esistenza del mondo. La propria relazione con se stesso e con il mondo – questa è “connaissance”, o conoscenza.
Tutti gli elementi della psiche dell’uomo – percezioni, sensazioni, concetti, idee, emozioni, creazione, sono strumenti di conoscenza. Tutte le emozioni, dalla più semplice alla più complicata – religiosa, morale, artistica – sono tutti strumenti di conoscenza.
Secondo la teorie della “lotta per l’esistenza” è la sopravvivenza del più forte che crea l’intelletto e le emozioni, e questi servono la vita, infatti non sono casuali. Hanno un ruolo nella creazione e sono il prodotto di un'intelligenza di cui non conosciamo nulla; e conducono alla conoscenza. Ma non discerniamo la presenza del razionale nei fenomeni e nelle leggi della vita. Studiamo una parte e non il tutto. Quando comprendiamo che ogni vita è la manifestazione di una parte del tutto, si apre la possibilità di comprensione.
Per comprendere la razionalità del tutto è necessario comprendere il carattere del tutto, e tutte le sue funzioni. La funzione dell’uomo è la conoscenza; ma se non si comprende l’uomo come un tutto, non si comprende la sua funzione.
Le nostre vite separate sono la manifestazione di una entità più vasta. Un albero è una manifestazione del dominio psichico del regno animale. Le nostre vite non hanno altro senso se non quello del processo attraverso il quale acquisiamo conoscenza. Il processo di acquisizione della conoscenza non avviene solo attraverso l’intelletto ma attraverso tutto il nostro organismo e l’organizzazione della vita, della cultura e della civiltà. E noi acquisiamo la conoscenza di ciò che meritiamo di conoscere.
Tutti concordano con il fatto che lo scopo dell'intelletto è la conoscenza. ma non ci sono chiare le nostre emozioni: gioia, rabbia, gelosia, piacere, creazione artistica; non vediamo che tutte le attività, tutte le emozioni, servono la conoscenza. Crediamo che la creazione richieda conoscenza, ma in che modo la serve? In che modo le emozioni religiose servono la conoscenza?
Noi opponiamo le emozioni alla ragione. Parliamo di fredda ragione, di intelletto superiore alle emozioni. Questo è un errore di definizione. Anche l’intelletto preso come un tutto è emozione.
Abbiamo l’abitudine di dire che è possibile conquistare il sentimento con la ragione, volontà o dovere. Un sentimento può essere conquistato solo da un altro sentimento – un sentimento più forte, superiore. Un soldato muore per la propria nazione non per l'abitudine all'obbedienza, o dovere, ma perché il sentimento di paura è stato conquistato da sentimenti superiori.
La ragione provoca dei pensieri le cui immagini evocano emozioni che conquistano un sentimento particolare. La ragione non ha limiti – solo gli esseri umani hanno limiti. La vera ragione è l’aspetto interiore di un essere.
Nell’uomo la crescita della coscienza consiste nella crescita dell’intelletto e la crescita di emozioni superiori che l'accompagnano (ascetiche, religiose, morali); nel crescere diventano più intellettuali e, allo stesso tempo, l’intelletto assimila le emozioni. La “spiritualità” è una fusione di intelletto con emozioni superiori.
Un nuovo ordine di ricettività deriva dall’unione di intelletto ed emozioni superiori, ma non è creata da esse. Un albero nasce dalla terra, ma non è creato dalla terra. E' necessario un seme, che può esserci o no. Se vi è, può allora essere coltivato.
L’uomo oggi comprende molto con l’intelletto, ma anche con i sentimenti. Con ogni sentimento l’uomo comprende qualcosa che non potrebbe comprendere senza il suo ausilio. Se pensiamo che le emozioni servono la vita e non la conoscenza, non comprenderemo mai le emozioni. Ci sono cose e relazioni che possono essere comprese solo emozionalmente, e solo con certe emozioni. Bisogna amare per comprendere qualcuno che ama, ecc.
Non ci conosciamo gli uni con gli altri perché viviamo con differenti sentimenti (emozioni). Gli stessi sentimenti danno la stessa comprensione. La comprensione reciproca - o l’illusione di una comprensione reciproca – è il fascino dell’amore.
Le emozioni sono la finestra dell’anima – vetri colorati attraverso i quali l’anima guarda al mondo. Illuminazione parziale – percezioni parziali. Non vi è nulla di così chiaro, nulla di così ingannevole, che le emozioni.
Ogni sentimento ha una ragione d'essere. Alcune sono importanti per la conoscenza, altre l’ostacolano; sebbene teoricamente tutte le emozioni servano la conoscenza. Per esempio la paura: certe relazioni si possono conoscere solo attraverso la paura, questo è il modo in cui la natura controlla le forze vitali: la paura della fame fa lavorare una persona. Guardate l’atteggiamento dei mammiferi verso i serpenti: il serpente provoca paura e repulsione, attraverso questa paura il mammifero conosce in maniera corretta la natura del serpente e la relazione di questa natura con se stesso, ma in modo strettamente personale. Ma cosa realmente sia il serpente, il mammifero non lo può sapere attraverso l’emozione della paura; lo può conoscere solo con l’intelletto.
Le emozioni mutevoli sono un ostacolo all’acquisizione di un “Io” permanente. Il segno della crescita della parte emozionale è la liberazione dall’elemento personale. Le emozioni personali ci ingannano, sono parziali, ingiuste. Una maggiore conoscenza è proporzionata ad un minor numero di elementi personali. Il problema è sentire in maniera impersonale. Non tutte le emozioni vengono liberate facilmente dall'aspetto personale. Alcune per loro natura corrompono, separano. Altre, come l’amore, portano l’uomo dal materiale al miracoloso.
Può esservi un'invidia impersonale; per esempio, invidiare qualcuno che ha conquistato se stesso. Un odio impersonale; l’odio per l’ingiustizia, o per la brutalità. Una rabbia impersonale – contro la stupidità, l’ipocrisia.
È attuale parlare di emozioni “pure” ed “impure”; ma non sappiamo come definire le loro differenze. Un’emozione pura è una che non è mischiata, che non cerca mai profitti personali. Un’emozione impura è sempre mescolata, non è mai una; è mescolata con il profitto personale, con elementi personali; contiene sedimenti di altre emozioni.
Un’emozione impura non dà conoscenza o dà solo una conoscenza confusa. Non fa luce. (Stiamo considerando sentimenti impuri dal punto di vista generalmente chiamato “morale”.)
Ogni emozione può essere pura o impura; vale a dire, mescolata o non mescolata. La gelosia, l'invidia, l'amore per il proprio paese, la paura, possono essere tutte emozioni pure. Vi è persino una sensualità che può essere pura, come quella del Cantico dei Cantici, che dà la pulsazione del movimento fisico dell'universo.
L’amore per la scienza può essere puro, o mischiato con il profitto personale. Le manifestazioni esterne delle emozioni pure ed impure possono essere le stesse. Per esempio, due uomini che giocano a scacchi: il loro aspetto esteriore è lo stesso, ma uno è interessato solo a risolvere un problema, e l’altro cerca un profitto personale. Lo stesso è vero in arte, letteratura ecc.
L’amore per la vita attiva è un sentimento degno quando è puro. Ma ciò che accade, invariabilmente, è che diventa mescolato. Una persona inizia con un determinato scopo, ma nel corso dell’azione la direzione cambia. Orgoglio, vanità, ambizione personale entrano in gioco. Appena si desidera trarre un profitto personale dalla propria attività, il sentimento diventa impuro. Questo è ciò che accade ai nostri sentimenti più elevati – amore, fede, carità. Si mescolano con elementi personali, diventando impuri.
E la purezza dei sentimenti non è solo confinata alla bontà e gentilezza. Vediamo odio e violenza nel gesto di Cristo quando scaccia i cambia valuta dal tempio. L'odio può essere un'emozione pura, ma non deve esservi collegato nulla di personale.
Ogni creazione, ogni forma d’arte, in origine era uno strumento di conoscenza.
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