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| La vita degli esercizi |
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| LAVORO SU DI SÈ - Esercizi | ||
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La maggior parte degli esercizi ha un periodo di vita prima che diventino automatici, ad un certo punto entrano nelle parti meccaniche dei centri e non ci aiutano più ad essere presenti, a infrangere gli automatismi del momento permettendoci di cambiare punto di vista. E' di grande importanza, ogni volta che iniziamo un esercizio, prestare molta attenzione a ciò che causa in noi, se ci aiuta o meno ad essere più presenti a ciò che l'esercizio ci indica, come facciamo a ricordarlo ed a praticarlo, come lo intrerpretano le persone con cui stiamo lavorando e come lo mettono in pratica. Se questa memoria, dovuta all'esperienza dell'esercizio, è sufficientemente forte possiamo notare quando esso iniza a perdere la sua forza.
Il rischio più grande che corriamo quando pratichiamo un esercizio è il fatto che ci identifichiamo con quello che facciamo e quindi alla fine risulta più importante la forma che gli effetti sul nostro lavoro. Possiamo riconoscere questa condizione quando un esercizio diventa uno strumento di giudizio. In relazione a ciò è importante come formuliamo l'esercizio a noi stessi o come questo viene formulato a livello di gruppo. Ad esempio per quanto riguarda un esercizio in ciu è richiesto di essere presente ogni volta che pronunciamo una certa parola possiamo vedere diverse tipoligie di proposizione; la più rischiosa è quella in cui viene richiesto di non dire una data parola. In questo caso ogni volta che diciamo la parola che "non dovremmo dire" rischiamo di collegare ad essa un senso di errore o sbaglio. Lo scopo dell'esercizio sarà quello di non dire la parola, il risultato sarà raggiunto quando ci saremo riprogrammati a non dire una cosa "perché non si deve". Questo a livello di gruppo porta al rischio che si inneschi una forma di giudizio ogni qualvolta una persona con cui stiamo facendo l'esercizio pronuncia la parola che "non dovremmo dire", immediamtamente pensiamo che la persona ha fatto qualcosa che non dovrebbe fare perché questa è la relazione che abbiamo con lo scopo. In questo vi è il grande rischio di usare l'esercizio come strumento di giudizio puttosto che per incentivare la nostra presenza nel momento. Rifurmulando l'esercizio in relazione alla presenza potrebbe diventare: "essere presenti ogni volta che diciamo una data parola" in questo modo è possibile, se il nostro desiderio e la comprensione sono sufficientemente forti, creare una "sveglia" ogni volta che pronunciamo la parola dell'esercizio, portandoci così ad osservare perché, in che circostanze, in base a quali associazoni e reazioni pronunciamo quella parola. Facendo questo lavoro di scoperta su di noi e portandolo avanti in maniera positiva e comprendendo quanto ci possiamo arricchire ogni volta che possiamo avere una opportunità di osservazione riflettiamo questo stato d'animo e comprensione sulle persone con ciu portiamo avanti il Lavoro, possiamo iniziare a osservare negli altri i momenti in cui pronunciano certe parole e confrontare il loro stato con quello che abbiamo osservato in noi stessi, in questo caso possiamo aiutarci scambiando le nostre verifiche con gli altri e pronunciare o meno la parola in base alla nostra comprensione, piuttosto che ad un valore morale di giusto e sbagliato. In base a quanto detto la formulazione di un esercizio è il primo passo fondamentale per poter usare questo strumento.
Successivamente è importante notare quando l'esercizio diventa meccanico, quando cioé perde la sua fuzione di sveglia. Questo avviene quando ci accorgiamo che stiamo, in relazione all'esempio precedente, dicendo la parola dell'esercizio e la presenza che ci aiutava ad evocare rimane solo per pochi secondi perché una serie di pensieri associativi rispetto alle nostre precedenti esperienze prende lo spazio che avrebbe dovuto essere della presenza. Ci vuole molta attenzione per poter osservare questi momenti ma appena ci rendiamo conto che questo sta accadendo è l'ora di lasciare l'esercizio e sostituirlo con qualcosa che ci sia di maggiore aiuto. Però la maggior parte degli esercizi possono, dopo un certo periodo di tempo, essere riutilizzati perché la loro utilità è direttamente collegata a noi ed al nostro livello d'essere, passati mesi o anni possiamo tornare su un esercizio e trovarlo di nuovo ricco e stimolante, ovviamente questo non vuol dire essere più bravi ma soprattutto prolungare gli effetti di sveglia che un esercizio dovrebbe portare con sé.
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