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Gli esercizi e la Legge del Tre Stampa E-mail
LAVORO SU DI SÈ - Esercizi
E' importante rendere il lavoro pratico. Questo avviene quando applichiamo le idee del sistema alla nostra esperienza e ritroviamo in essa i principi che sono la conoscenza che abbiamo appreso. L'unione di conoscenza ed essere, rendono possibile la comprensione, essa rappresenta l'interiorizzazione del lavoro, il suo diventare parte di noi, di quello che siamo.

In questo articolo verrà analizzata la relazione tra la Legge del Tre e gli esercizi.

La Legge del Tre rappresenta il principio delle relazioni fra i differenti elementi che costituiscono i componenti necessari per rendere possibile un evento. Ogni cosa è il risultato dell'azione di tre forze che nella loro unione fanno si che qualcosa accada, il modo in cui questi tre elementi si influenzano vicendevolmente determinerà il processo risultante.

Per analizzare la natura e connessione delle tre forze prenderò un esercizio ad esempio. Il lavoro che dobbiamo fare in relazione agli esercizi deve essere quello di imparare a riconoscere la forza ATTIVA, quella NEUTRALIZZANTE, e quella PASSIVA. In relazione a questo dobbiamo considerare che la forza attiva è quella che possiede una maggiore spinta, quella neutralizzante avendo un livello di "energia" medio ha una funzione di "valore aggiunto" nel bilanciamento del confronto tra forza attiva e passiva, la forza PASSIVA è quella che ha il ruolo di "frenare", possedendo il livello di vibrazioni più basso, di fare da limite alle altre forze nella loro interazione. E' importante ricordare che queste tre forze si possono trovare in posti diversi in relazione alla loro interazione, così la forza attiva, neutralizzante o passiva può essere PRIMA, SECONDA o TERZA forza a seconda che promuova, subisca, o sia il sostegno del processo.

In preparazione al lavoro di riconoscimento delle forze e delle loro interazioni in un processo è importante ricordare che la terza forza è sempre quella più difficile da riconoscere perché è quella a cui, nella condizione di sonno in cui di troviamo di solito, non siamo capaci di fare caso. Questo perché è un elemento della triade che non è legato all'identificazione del momento. Quando iniziamo un azione solitamente siamo in uno stato di identificazione, in questo senso non riusiamo ad avere un quadro più ampio della situazione, ad esempio se facendo un azione mi cade qualcosa la prima reazione è quella di stizza, in questo senso se riuscissimo a vedere che questo è solo un momento di tanti potremmo non sprecare il nostro tempo in inutili manifestazioni di negatività. Per causa della nostra identificazione non abbiamo potuto vedere soluzioni diverse, non abbiamo potuto vedere altri processi, cioè modi differenti di fare la stessa, non abbiamo potuto vedere una terza forza differente, perché non vediamo la terza forza in azione.

Per comprendere questa idea userò un esercizio come esempio e lo analizzerò alla luce dei sei processi. L'esercizio che analizzerò in relazione ai processi è l'esercizio di non guardare la televisione. E' importante come si formula un esercizio per poter comprendere la natura e l'azione delle forze. Questo esercizio è formulato così:

Lo scopo è quello di non guardare la televisione per poter dedicare il tempo che altrimenti verrebbe consumato a cose più utili e costruttive.

In base a questo iniziamo a distinguere le tre forze che agiscono:

  • La forza ATTIVA è rappresentata dal mio scopo di non accendere la televisione.
  • La forza PASSIVA è rappresentata dal mio desiderio di accendere la televisione per "rilassarmi".
  • La forza NEUTRALIZZANTE può assumere differenti aspetti, può ad esempio essere la voglia di scrivere un articolo, o quella di passare tempo con la mia famiglia o di fare qualcosa di diverso dedicandomi ad altri lavori.

Analizziamo ora l'esercizio in relazione ai differenti processi e a come cambia ciò che avviene in me in collegamento alla manifestazione delle tre forze.

PROCESSO DI CREAZIONE
Inizia, prima forza, con il desiderio di non accendere la televisione, ma subito incontra la seconda forza rappresentata dal desiderio di accenderla e mettersi comodo sul divano. In questo processo la terza forza è rappresentata dalla forza neutralizzante, vale a dire che il differenziale nel processo è dato dal perché non voglio accendere la televisione, quale è lo scopo e l'obiettivo di questa azione. Nel caso specifico è quello di scrivere, ed essendo questo il mio scopo questa energia aggiunta va ad alimentare la prima forza e mi permette di superare la difficoltà posta dalla seconda forza.
Ma l'ottava creativa è un'ottava discendente perché il livello di energie alla fine del processo è inferiore a quello dell'inizio, vale a dire che in pratica grazie allo stimolo di fare qualcosa come ad esempio scrivere sono riuscito a perseguire l'esercizio, ma solamente sostituendo ad una azione un'atra. Vedremo come il raggiungimento più importante si ha quando attraverso un esercizio posso accedere ad uno stato più elevato nel processo di Rigenerazione.
Ciò che accade potrebbe essere rappresentato da un dialogo interiore del tipo:
- Stasera non voglio guardare la televisione.. - Beh se la accendo due minuti e mi rilasso in fondo che male c'è.. - No ho uno scopo che è quello di scrivere ora prendo il foglio e basta.
E mi metto a scrivere.

 

PROCESSO DI DIGESTIONE
Nel processo di digestione la prima forza e la forza passiva, vale a dire che mi ricordo dell'esercizio nel momento in cui passando davanti alla televisione mi viene voglia di accenderla, ma subito mi ricordo che mi ero dato lo scopo di leggere stasera, allora mi "figuro" la differenza tra il "subire" le immagini o fare qualcosa che so di essere più utile a me.
Reagisco ad uno stimolo passivo e attraverso un'azione attiva riesco a tendere verso il mio scopo.
Il dialogo interiore potrebbe essere:
- Ah la televisione ora la accendo e vediamo cosa c'è.. - Aspetta! Mi sono dato l'esercizio di non guardarla, e leggere stasera.. - beh ciò che voglio leggere è sicuramente più interessante di quello che danno in televisione..
Prendo il libro e inizio a leggere.

PROCESSO DI ELIMINAZIONE
In questo processo la prima forza è la voglia di non vedere la televisione vale a dire lo stimolo è dato dall'idea dell'esercizio, la seconda forza dallo scopo di leggere e la terza forza, vale a dire ciò che mi spinge in questo caso è data dal desiderio di vedere la televisione. Quello che accade è che il mio desiderio questa volta è influenzato dalla terza forza. Vale a dire che essendo la spinta della triade il desiderio di vedere la televisione la prima forza agirà sul desiderio di leggere scomponendolo nei suoi elementi al fine di realizzare la terza forza. E' un'ottava discendente e ha come risultato la forza passiva cioè alla fine del processo mi ritrovo davanti alla televisione sul divano. In questo senso gli Io potrebbero essere:
- Stasera non voglio vedere la televisione.. - ma leggere.. sono decisamente stanco e so che leggendo non posso assimilare bene come quando sono più riposato, e poi quello che voglio leggere lo posso fare anche in un altro momento - Ma sì facciamo quello che mi aiuta a ricaricarmi..
E mi metto davanti alla televisione.
Questo processo porta ad un risultato differente ciò che si ottiene alla fine del processo ha un livello di vibrazioni o energia molto più basso del punto da cui siamo partiti.

PROCESSO DI CRIMINE O MALATTIA
Qui la prima forza, quella cioè che inizia il processo, è la forza neutralizzante, vale a dire ad esempio il desiderio di scrivere. Vedo la penna e penso che stasera scriverò e mi ricordo che era l'esercizio che mi ero dato, la seconda forza. In questo caso il desiderio di scrivere è attivo, vale a dire che genera l'azione, ma il suo livello di energie non è elevato come la forza attiva e agendo su di essa tende ad abbassarla. Questo si comprende in relazione all'idea di non avere uno scopo forte unito alla sensazione di fare qualcosa di cui non si è convinti. La terza forza, cioè quella che determina la tendenza della mia azione, è quella di vedere la televisione. Essendo quindi il mio stimolo debole quello che non desidero fare prende il sopravvento e determina il risultato della triade.
Gli Io possono essere:
- Ah stasera devo scrivere.. - E' anche un esercizio che mi sono dato.. mhh - E' meglio se accendo la televisione e ci penso su.

PROCESSO DI GUARIGIONE
La prima forza è il desiderio di guardare la televisione, che incontra la voglia di scrivere. La terza forza cioè lo scopo del processo è quello di fare l'esercizio che determina la mia azione di mettermi a scrivere con addosso la sensazione di aver raggiunto con successo il mio scopo, la sensazione di realizzazione di qualcosa di "giusto".
L'ottava ascendente della guarigione ci porta ad un livello di energie più alte e a riscoprire lo scopo realizzandolo con successo.
Gli Io del processo potrebbero essere:
- Ho voglia di guardare le televisione.. - Ma posso usare questo momento per scrivere - Si è vero è lo scopo che mi sono dato e mettendomi a scrivere sono riuscito a realizzarlo ce l'ho fatta.
E prendo carta e penna.

PROCESSO DI RIGENERAZIONE
Nel processo di rigenerazione si ha una trasformazione nelle forze perché in esse riusciamo a vedere molto di più. Il processo di rigenerazione non avviene in maniera automatica, ma necessita di uno sforzo aggiuntivo per accadere. In questo senso la forza neutralizzante viene modificata dall'azione della volontà. Nella prima forza si trova l'idea di scrivere ma intesa in maniera differente, è l'idea che proviene dal centro magnetico di compiere un'azione, data dal contrasto con il desiderio meccanico, la seconda forza, che porti alla realizzazione dello scopo che in questa triade è la terza forza. Questa triade è pervasa nella, e per la sua realizzazione di un maggiore livello di consapevolezza. Sia la prima che la terza forza sono il risultato di un lavoro precedente. Lo scopo dell'esercizio (forza attiva e terza forza) si collega all'idea che attraverso di esso è possibile arrivare ad un livello di coscienza più elevato, e il desiderio di scrivere è arricchito dalla consapevolezza di fare qualcosa che ci può portare a superare i limiti della macchina (seconda forza). Per questo una triade di rigenerazione è difficile, perché è il risultato di un lavoro precedente, di uno sforzo a monte di non identificazione ed avere una visione più vasta sul "corpo lungo" del tempo della nostra esistenza.
La triade di rigenerazione è il momento in cui il Ricordo di Sé avviene.
Gli Io di questo processo potrebbero essere:
- Sento il desiderio di scrivere per trasmettere la mia esperienza - Ma molti Io meccanici mi ostacolano con il desiderio di accendere la televisione.
Attraverso lo sforzo di contrastarli, grazie allo scopo che mi sono dato, entro in uno stato in cui posso vedere che le volte che mi sono messo alla televisione non ho guadagnato tanto come quando ho fatto lo sforzo di essere nel momento, e grazie a questo stato di coscienza in cui vedo con chiarezza il risultato delle mie azioni in una direzione o in un'altra posso entrare nel momento; inizio a guardarmi intorno con maggiore presenza. Vedo la stanza sento i suoni e percepisco con maggiore chiarezza quello che si trova in me e fuori di me.

Ogni processo ha la sua espressione e solo attraverso il riconoscimento delle loro particolarità è possibile accumulare il materiale necessario alla realizzazione di un processo di rigenerazione.