Lo Scopo Stampa
PSICOLOGIA - Idee
Lo scopo nel Lavoro sulla Quarta Via è un soggetto di grande importanza, per questo verrà trattato in diversi articoli con i quali cercheremo di sondare i diversi aspetti dell'idea di scopo.

Innanzi tutto possiamo osservare che, anche nella vita di tutti i giorni, la mancanza di uno scopo porta ad una completa perdita di direzione. Quando ci troviamo a non sapere quale è il passo successivo che vogliamo compiere spesso è perché non siamo riusciti a mettere a fuoco lo scopo che ci siamo prefissi o abbiamo nutrito uno scopo immaginario che si dissolve nel confronto con la realtà che ci circonda.

Da questi pochi punti possiamo iniziare a delineare l'idea di scopo come una componente della nostra vita che ci dà una direzione e una spinta verso qualcosa, ma anche come un illusione che ci porta a perderci se formulata in maniera errata.

Un'altra caratteristica dello scopo consiste nell´essere la base per attuare un processo di discriminazione in relazione a quello che ci circonda, quando abbiamo uno scopo da perseguire possiamo, in relazione ad esso, vedere quello che ci aiuta a raggiungerlo e distinguerlo da ciò che ci ostacola, creando la potenzialità di scelta delle influenze o leggi sotto le quali porsi.

E' importante osservare che per raggiungere uno scopo siamo in grado di compiere dei sacrifici, se noi crediamo e siamo convinti che il nostro fine sia qualcosa di migliore.

Lo scopo del Lavoro è differente da uno scopo nella vita ordinaria, anche se i due si intrecciano in quanto il Lavoro aiuta a raggiungere gli scopi della vita e svela il carattere menzognero e illusorio di certi scopi, così come certi scopi nella vita possono essere di aiuto agli scopi del proprio Lavoro.
Principalmente lo scopo del Lavoro è connesso al ricordo di sé. Quando una persona è in uno stato di ricordo di sé ha una visione molto più chiara e ampia di ciò che è e ciò che la circonda, ma questa visione è legata alla comprensione delle idee del Lavoro. In questo stato ricordare il proprio scopo ci permette di avere una comprensione più completa di quelli che sono i passi e gli elementi che lo costituiscono. Possiamo così attuare ciò che è più importante in relazione allo scopo, che è il processo di ridefinizione dello stesso in base a quelle che sono le nostre comprensioni reali del momento e di quello che esso porta con sé. Se ad esempio il mio scopo è guadagnare molti soldi, ma non ho nessuna professionalità, nel momento in cui osservo me stesso cercare di propormi per un lavoro in stato di ricordo di sé posso comprendere che non ho le basi per poter chiedere uno stipendio alto, e che quindi devo riformulare il mio scopo nell'immediato. Il nuovo scopo che posso formulare è quello di dedicare le mie energie all'acquisizione di una professionalità in relazione alle mie caratteristiche e su questa costruire lo scopo più a lungo termine di buoni guadagni e nel frattempo trovare una condizione lavorativa che mi permetta di vivere ma anche di poter crescere.
In base all'esempio precedentemente fatto possiamo considerare la formulazione dello scopo come la possibilità di modellare sempre più in dettaglio la forma del nostro essere, ma questo avviene quando lo scopo è collegato ad una comprensione delle idee del Sistema, perché almeno in questa sede, la formulazione dello scopo e la sua forza di modellazione è direttamente collegata al tentativo di metter in pratica quello che viene detto nel Lavoro.

Adesso è importante però comprendere la dinamicità dello scopo e il suo legame con altri scopi su differenti livelli e scale. Cercare ad esempio di non esprimere un certo tipo di emozione negativa è uno scopo che ci siamo prefissi, ma se lo scopo si limita solamente alla non espressione rischiamo di entrare nella sindrome del bravo studente, in cui quello che conta è fare o non fare una cosa, senza che la parte più importante dello scopo venga compresa. Se dunque lo scopo non prevede diversi stadi di sviluppo rischia di diventare sterile e portarci ad una inutileesibizione di atteggiamenti senza sostanza. Sempre in relazione all'esempio della non espressione di una emoziona negativa, lo scopo di non esprimerla si deve collegare alla comprensione del perché non serva e ci danneggi, e questo lo possiamo scoprire attraverso la presenza, attraverso la testimonianza di quello che ci lascia l'espressione dell'emozione negativa, e quello che invece possiamo fare se non la esprimiamo. Dunque il nostro scopo non è più solamente quello di non esprimere una emozione, ma di comprendere cosa essa porti con sé e provare a usare per qualcosa di nuovo la stessa energia che si manifestava nell'emozione. Lo scopo diventa provare a sperimentare qualcosa di diverso che ci porta a scoprire cose nuove. In base a questo la non espressione di un emozione negativa non diventa qualcosa "che dobbiamo fare" ma qualcosa che "comprendiamo perché non fare".

In relazione a quanto detto dobbiamo considerare lo scopo che ci prefiggiamo; se uno scopo è troppo distante dalle nostre possibilità è facile perdere di vista come perseguirlo, dobbiamo riportare la nostra attenzione a ciò che possiamo fare nel momento e allo scopo ad esso collegato e riformularlo, confrontandolo con quanto viene detto nel Sistema in relazione ad esso.
La formulazione di uno scopo è dunque molto importante perché in essa potrebbero esserci delle contraddizioni che non siamo in grado di vedere, dobbiamo sempre pensare in maniera attiva e dinamica a ciò che ci richiederà portare a termine il nostro scopo. Quali cambiamenti dobbiamo introdurre nella nostra vita e dove trovare le capacità di portarli avanti? Spesso la formulazione dello scopo è ciò che ci porta ad incontrare i nostri limiti e con essi ciò che siamo e su cui vogliamo lavorare.