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I movimenti di Gurdjieff |
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LAVORO SU DI SÈ -
Principi
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Questo testo è tratto dal sito http://www.gurdjieffmovements.it/ “Devi pensare, sentire e avere la sensazione di qualcosa prima che essa possa diventare reale per te. Per raggiungere qualcosa di reale è necessario lavorare e praticare a lungo….” (G.I. Gurdjieff) Le Danze Sacre e i Movimenti hanno un posto particolare nell'insegnamento di Gurdjieff. Egli ha proposto che l'uomo è un essere frutto delle sue abitudini, delle sue reazioni e delle sue funzioni, le quali sono diventate automatiche. Non è possibile rendersi conto, senza speciali condizioni, di quanto siamo prigionieri di queste forze. Le condizioni particolari, che vengono create in una classe, propriamente guidata di Danze Sacre o Movimenti, possono fornire un'esperienza diretta delle possibilità insite in noi stessi oltre quelle cui siamo divenuti abituati. Troviamo che possiamo raccogliere la nostra attenzione, che si può nello stesso tempo essere consapevoli e avere una sensazione di se stessi più globale; che la quiete della mente, la consapevolezza del corpo e un interesse del sentimento può essere messo assieme e che questo risulta in uno stato di attenzione più completa in cui la forza vitale è sentita e si diventa sensibili alle influenze superiori. Il loro scopo è di risvegliare una intelligenza più fine, un pensiero più chiaro e di avvicinarsi allo stato in cui il corpo, le emozioni e la mente sono collegati tra di loro dalla Presenza. Essi sono esercizi spirituali e devono essere studiati con il sostegno dello studio della applicazione delle idee di Gurdjieff nel contesto di un gruppo propriamente costituito. Senza questo sostegno i Movimenti spesso perdono il loro significato. Gurdjieff ha introdotto i Movimenti per la prima volta al gruppo che studiava con lui in Tiflis nel 1919 e gli insegnò fino alla sua morte nel 1949. L'insegnante prende una gran cura di trasmetterli senza abbellimenti o distorsioni. |
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Lo scopo come cartina di tornasole |
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PSICOLOGIA -
Idee
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La "cartina di tornasole" è un indicatore che cambia colore al contatto con un liquido rivelandoci parte della sua composizione (se è acida o basica). Lo scopo può avere la stessa funzione in collegamento alle idee del Lavoro in relazione alle quali è stato formulato. Se, ad esempio, ci viene detto che siamo meccanici, non abbiamo la padronanza di noi stessi e in realtà reagiamo in maniera automatica, possiamo porci lo scopo di compiere una certa azione in maniera intenzionale come ad esempio cercare di non usare certe espressioni. Grazie a questo scopo possiamo verificare le difficoltà che incontriamo nell'essere intenzionali, e possiamo osservare come l'abitudine a certi comportamenti derivi da una sedimentazione di atteggiamenti automatici creati negli anni e non per nostra volontà.
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Lo Scopo |
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PSICOLOGIA -
Idee
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Lo scopo nel Lavoro sulla Quarta Via è un soggetto di grande importanza, per questo verrà trattato in diversi articoli con i quali cercheremo di sondare i diversi aspetti dell'idea di scopo.
Innanzi tutto possiamo osservare che, anche nella vita di tutti i giorni, la mancanza di uno scopo porta ad una completa perdita di direzione. Quando ci troviamo a non sapere quale è il passo successivo che vogliamo compiere spesso è perché non siamo riusciti a mettere a fuoco lo scopo che ci siamo prefissi o abbiamo nutrito uno scopo immaginario che si dissolve nel confronto con la realtà che ci circonda.
Da questi pochi punti possiamo iniziare a delineare l'idea di scopo come una componente della nostra vita che ci dà una direzione e una spinta verso qualcosa, ma anche come un illusione che ci porta a perderci se formulata in maniera errata.
Un'altra caratteristica dello scopo consiste nell´essere la base per attuare un processo di discriminazione in relazione a quello che ci circonda, quando abbiamo uno scopo da perseguire possiamo, in relazione ad esso, vedere quello che ci aiuta a raggiungerlo e distinguerlo da ciò che ci ostacola, creando la potenzialità di scelta delle influenze o leggi sotto le quali porsi.
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La sistematica formale dell'Enneagramma |
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LAVORO SU DI SÈ -
Principi
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Dal testo di Bennett "Studi sull'Enneagramma" Ogni processo che conduca da uno stato iniziale A ad uno stato finale B deve subire deviazioni e distorsioni dovute a interferenze ambientali. Soltanto con un sistema di compensazione costruito artificialmente si può fare in modo che un processo continui a seguire un corso predeterminato. È possibile individuare il punto di rischio in cui sia possibile correggere la deviazione del processo attraverso l'incidenza di un secondo processo CD, indipendente ma collegato, iniziato in quel punto. Il secondo processo richiede anch'esso un aggiustamento come il primo. Quando questo secondo aggiustamento EF è stato applicato correttamente, il sistema viene portato in uno stato di armonia dinamica che può continuare indefinitamente finché la costruzione si mantiene. I tre processi devono essere tali da fondersi e rinforzarsi tra loro dopo ogni punto di impatto reciproco. La costruzione dev'essere tale da determinare un'interazione di aggiustamenti oltre ai processi stessi. Questi ultimi producono il risultato, mentre la prima evita che la costruzione crolli o degeneri.
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La vita degli esercizi |
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LAVORO SU DI SÈ -
Esercizi
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La maggior parte degli esercizi ha un periodo di vita prima che diventino automatici, ad un certo punto entrano nelle parti meccaniche dei centri e non ci aiutano più ad essere presenti, a infrangere gli automatismi del momento permettendoci di cambiare punto di vista. E' di grande importanza, ogni volta che iniziamo un esercizio, prestare molta attenzione a ciò che causa in noi, se ci aiuta o meno ad essere più presenti a ciò che l'esercizio ci indica, come facciamo a ricordarlo ed a praticarlo, come lo intrerpretano le persone con cui stiamo lavorando e come lo mettono in pratica. Se questa memoria, dovuta all'esperienza dell'esercizio, è sufficientemente forte possiamo notare quando esso iniza a perdere la sua forza. |
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L'ultima ora - |
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Traduzioni -
Testi
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Ci è stato segnalato che questo testo non appartiene a G. I. Gurdjieff ma è un falso di E.J. Gold quindi considerare quanto scritto sotto non come diretta discendenza da Gurdjieff. Resta un testo che può essere interessante e di stimolo per chi desideri leggerlo.Ringrazio Daniele per la segnalazione e invito tutti i lettori a fare altrettanto se dovessero trovare inesattezze e errori nel sito, questo per fornire a tutti del materiale più esatto. Questa è una traduzione fatta da Maria Cristina Mondin di un interessante testo il cui originale lo potete trovare a questo link. Buona lettura. Traduzione dal russo di Alexandra Kharitonova, curatore Reijo Oksanen – testo svelato da Ilya Kotz & Avi Solomon del “Jerusalem Nyland Group” L’ultima ora della vita ============================= Immagina di avere da vivere ormai solo pochi minuti, forse un’ora; in qualche modo hai scoperto esattamente quando morirai. Cosa ne faresti di quest’ora preziosa della tua permanenza sulla Terra? Sarai capace di portare a termine tutte le tue faccende in quest’ultima ora? Hai un’idea consapevole del modo in cui farlo? Lasciando andare il tuo ultimo respiro sarai soddisfatto di sapere che avrai fatto tutto il possibile in questa vita per essere costantemente presente, sempre vibrante, sempre in attesa, come il figlio in attesa del padre marinaio? Nel mondo manifesto tutto ha il suo inizio e la sua fine. Nel mondo reale tutto è sempre presente ed un bel giorno ti sarà concesso di dimenticare tutto e di lasciare il mondo “per sempre”. La libertà vale un milione di volte in più di una liberazione (politica). L’uomo libero, anche in schiavitù, resta padrone di sé. Ad esempio: se io ti do qualcosa, che so, un’auto, senza carburante, l’auto non si può muovere. La vostra auto ha bisogno di un carburante speciale, ma solo voi potete capire di quale carburante c’è bisogno e dove prenderlo. Dovete chiarire a voi stessi come digerire le mie idee e farle vostre, in modo che appartengano solo a voi. La vostra auto non può funzionare con lo stesso carburante della mia. Io vi suggerisco solo la materia prima. Voi dovete ricavarne quello che potete utilizzare. Quindi, con un po’ di coraggio, siediti e mettiti al volante. La vita organica è molto fragile. Il corpo planetario può morire in ogni istante. Si trova sempre ad un passo dalla morte. E se vi è dato di vivere un giorno in più si tratta solo di una occasione che vi viene data accidentalmente dalla natura. Se potrai vivere anche una sola ora in più, puoi considerarti una persona fortunata. Dal momento in cui siamo stati concepiti stiamo vivendo grazie ad un tempo che ci è stato prestato. |
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