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Lo scopo come cartina di tornasole |
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PSICOLOGIA -
Idee
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La "cartina di tornasole" è un indicatore che cambia colore al contatto con un liquido rivelandoci parte della sua composizione (se è acida o basica). Lo scopo può avere la stessa funzione in collegamento alle idee del Lavoro in relazione alle quali è stato formulato. Se, ad esempio, ci viene detto che siamo meccanici, non abbiamo la padronanza di noi stessi e in realtà reagiamo in maniera automatica, possiamo porci lo scopo di compiere una certa azione in maniera intenzionale come ad esempio cercare di non usare certe espressioni. Grazie a questo scopo possiamo verificare le difficoltà che incontriamo nell'essere intenzionali, e possiamo osservare come l'abitudine a certi comportamenti derivi da una sedimentazione di atteggiamenti automatici creati negli anni e non per nostra volontà.
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Lo Scopo |
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PSICOLOGIA -
Idee
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Lo scopo nel Lavoro sulla Quarta Via è un soggetto di grande importanza, per questo verrà trattato in diversi articoli con i quali cercheremo di sondare i diversi aspetti dell'idea di scopo.
Innanzi tutto possiamo osservare che, anche nella vita di tutti i giorni, la mancanza di uno scopo porta ad una completa perdita di direzione. Quando ci troviamo a non sapere quale è il passo successivo che vogliamo compiere spesso è perché non siamo riusciti a mettere a fuoco lo scopo che ci siamo prefissi o abbiamo nutrito uno scopo immaginario che si dissolve nel confronto con la realtà che ci circonda.
Da questi pochi punti possiamo iniziare a delineare l'idea di scopo come una componente della nostra vita che ci dà una direzione e una spinta verso qualcosa, ma anche come un illusione che ci porta a perderci se formulata in maniera errata.
Un'altra caratteristica dello scopo consiste nell´essere la base per attuare un processo di discriminazione in relazione a quello che ci circonda, quando abbiamo uno scopo da perseguire possiamo, in relazione ad esso, vedere quello che ci aiuta a raggiungerlo e distinguerlo da ciò che ci ostacola, creando la potenzialità di scelta delle influenze o leggi sotto le quali porsi.
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Riflessioni sulla Legge del Sette |
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LAVORO SU DI SÈ -
Riflessioni
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L’ottava rappresenta un evento o un processo considerato nell’interezza della sua manifestazione, dall’inizio alla fine. Può anche essere considerata come la rappresentazione della circolazione, creazione e consumo dell’energia (Idrogeni) nei diversi momenti dell’evento stesso. Possiamo analizzare le ottave ascendenti come un processo che genera al suo apice delle energie, e quindi materie, molto sottili, per così dire raffinate, e un’ottava discendente come un processo che ne genera di più grossolane. Ciò è assimilabile ai carburanti ad alti ottani che rilasciano molta energia e che sono quindi più potenti, a differenza dei carburanti a bassi ottani che generano meno energia. Ma perché queste energia venga prodotta devono essere presenti delle sostanze combustibili, cioè elementi materiali coinvolti nell’economia del processo e utili (o meno) alla sua riuscita i carburanti devono cioè essere creati, immagazzinati ed usati correttamente. |
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La vita degli esercizi |
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LAVORO SU DI SÈ -
Esercizi
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La maggior parte degli esercizi ha un periodo di vita prima che diventino automatici, ad un certo punto entrano nelle parti meccaniche dei centri e non ci aiutano più ad essere presenti, a infrangere gli automatismi del momento permettendoci di cambiare punto di vista. E' di grande importanza, ogni volta che iniziamo un esercizio, prestare molta attenzione a ciò che causa in noi, se ci aiuta o meno ad essere più presenti a ciò che l'esercizio ci indica, come facciamo a ricordarlo ed a praticarlo, come lo intrerpretano le persone con cui stiamo lavorando e come lo mettono in pratica. Se questa memoria, dovuta all'esperienza dell'esercizio, è sufficientemente forte possiamo notare quando esso iniza a perdere la sua forza. |
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L'ultima ora - Gurdjieff |
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Traduzioni -
Testi
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Questa è una traduzione fatta da Maria Cristina Mondin di un interessante testo il cui originale lo potete trovare a questo link. Buona lettura. Traduzione dal russo di Alexandra Kharitonova, curatore Reijo Oksanen – testo svelato da Ilya Kotz & Avi Solomon del “Jerusalem Nyland Group” G. I. Gurdjieff: L’ultima ora della vita ============================= Immagina di avere da vivere ormai solo pochi minuti, forse un’ora; in qualche modo hai scoperto esattamente quando morirai. Cosa ne faresti di quest’ora preziosa della tua permanenza sulla Terra? Sarai capace di portare a termine tutte le tue faccende in quest’ultima ora? Hai un’idea consapevole del modo in cui farlo? Lasciando andare il tuo ultimo respiro sarai soddisfatto di sapere che avrai fatto tutto il possibile in questa vita per essere costantemente presente, sempre vibrante, sempre in attesa, come il figlio in attesa del padre marinaio? Nel mondo manifesto tutto ha il suo inizio e la sua fine. Nel mondo reale tutto è sempre presente ed un bel giorno ti sarà concesso di dimenticare tutto e di lasciare il mondo “per sempre”. La libertà vale un milione di volte in più di una liberazione (politica). L’uomo libero, anche in schiavitù, resta padrone di sé. Ad esempio: se io ti do qualcosa, che so, un’auto, senza carburante, l’auto non si può muovere. La vostra auto ha bisogno di un carburante speciale, ma solo voi potete capire di quale carburante c’è bisogno e dove prenderlo. Dovete chiarire a voi stessi come digerire le mie idee e farle vostre, in modo che appartengano solo a voi. La vostra auto non può funzionare con lo stesso carburante della mia. Io vi suggerisco solo la materia prima. Voi dovete ricavarne quello che potete utilizzare. Quindi, con un po’ di coraggio, siediti e mettiti al volante. La vita organica è molto fragile. Il corpo planetario può morire in ogni istante. Si trova sempre ad un passo dalla morte. E se vi è dato di vivere un giorno in più si tratta solo di una occasione che vi viene data accidentalmente dalla natura. Se potrai vivere anche una sola ora in più, puoi considerarti una persona fortunata. Dal momento in cui siamo stati concepiti stiamo vivendo grazie ad un tempo che ci è stato prestato. |
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Il Senso della Vita |
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Traduzioni -
Articoli
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Questo pezzo si trova nella stessa raccolta di scritti di G. I. Gurdjieff che trovate sull'articolo delle forme di ipnotismo. Si ringrazia Nisha Maggioni del Gruppo If per la revisione e correzione della traduzione. (Originariamente letto come “Emozioni pure ed impure”)Quale è il senso della vita? Ci sono molte opinioni su questo argomento. “Essi” (le persone in genere ndr.) dicono: è per perfezionare il sé, o il sacrificio del sé, o una preparazione per la vita futura, o un miglioramento dell’umanità, o persino che non ha nessun senso. Tutte queste opinioni cercano il significato della vita fuori della vita stessa. Bisogna guardare dentro se stessi. Il vero senso della vita è “connaissance” . Tutta la vita, tutte le esperienze, portano alla “connaissance”.
Il mondo è tutto ciò che esiste. L’uomo, nel suo divenire conscio, diventa conscio di se stesso e del mondo di cui è parte. La funzione della consapevolezza è di diventare consapevole dell'esistenza di sé stesso nonché dell'esistenza del mondo. La propria relazione con se stesso e con il mondo – questa è “connaissance”, o conoscenza.
Tutti gli elementi della psiche dell’uomo – percezioni, sensazioni, concetti, idee, emozioni, creazione, sono strumenti di conoscenza. Tutte le emozioni, dalla più semplice alla più complicata – religiosa, morale, artistica – sono tutti strumenti di conoscenza.
Secondo la teorie della “lotta per l’esistenza” è la sopravvivenza del più forte che crea l’intelletto e le emozioni, e questi servono la vita, infatti non sono casuali. Hanno un ruolo nella creazione e sono il prodotto di un'intelligenza di cui non conosciamo nulla; e conducono alla conoscenza. Ma non discerniamo la presenza del razionale nei fenomeni e nelle leggi della vita. Studiamo una parte e non il tutto. Quando comprendiamo che ogni vita è la manifestazione di una parte del tutto, si apre la possibilità di comprensione.
Per comprendere la razionalità del tutto è necessario comprendere il carattere del tutto, e tutte le sue funzioni. La funzione dell’uomo è la conoscenza; ma se non si comprende l’uomo come un tutto, non si comprende la sua funzione. |
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